giovedì 10 maggio 2012

Essere o non essere


Essere consapevoli delle difficoltà del Paese e non essere in grado di applicare le terapie che,  a torto o ragione, si ritiene possano giovare al malato. Essere abituati a ricevere elogi per una straordinaria esperienza in Commissione europea  dopo  aver affrontato e vinto una dura battaglia contro le lobbies (ricordate Microsoft) e non essere in grado di “combattere” i partiti. Essere  costretti  a chiamare altri tecnici per fare il lavoro “sporco” dei tagli alla spesa pubblica ed ai costi della politica – finanziamento pubblico – e non essere (ovviamente) apprezzato dall’opinione pubblica per questo. Monti dichiara di sentire  il peso di sei mesi di governo sulle spalle come un periodo che gli sembra essere molto più lungo degli anni passati come Commissario europeo. Peraltro oggi piovono anche critiche alla persona, cosa sicuramente a cui non era abituato.  Alcuni lo descrivono come “amareggiato”, altri gli chiedono maggiore “personalità” nel consesso europeo,  che poi significa nei confronti della Merkel.  E nelle stanze dei palazzi della politica in tanti, molti di più di quelli che lo dichiarano apertamente, sotto sotto vorrebbero che tornasse alla sua amata Bocconi.

Verrebbe da dire ..povero  Monti , se non fosse che l’aggettivo mal si addice al Sig. Mario Monti in relazione alla generale condizione dei suoi concittadini. Gli capita quindi di commettere sempre più spesso banali errori di comunicazione, banali ma dagli effetti politici micidiali.  Incomprensibile l’ultimo, quello relativo alla tragica vicenda dei suicidi, laddove ne imputa la colpa ai precedenti governi, dimenticando che erano espressi dalla stessa maggioranza che (ancora) lo sostiene in Parlamento. Ed immediata è arrivata l’alzata di scudi e l’interpellanza parlamentare. Passando le settimane, credo che il buon Mario, cosi rassicurante e sicuro di sé mesi fa, viva sempre più una frustrazione che lo porti dapprima a pensare “chi me lo ha fatto fare..”,  poi ad inciampare frequentemente nell’intreccio di fili più o meno invisibili tesi proprio da quei partiti che dovrebbero sostenerlo.

Ma dove porta questo “stato d’animo” del Premier, ovvero quali possibili conseguenze per il Paese, cioè noi cittadini? Certamente non rosee, una in particolare:  il clima di incertezza e confusione palesato proprio dal Premier Monti  (clima subentrato ad un periodo iniziale di forte determinazione nella sua azione di Governo)  non facilita la fiducia dei mercati e degli investitori internazionali. Quindi? Lo spread è ancora a livelli insostenibili ed i valori delle aziende quotate diminuisce. E’ bene ricordare che tutte  le previsioni di pareggio di bilancio e diminuzione del rapporto debito/pil sono state a suo tempo tarate sulla conditio che il “famigerato” differenziale non superi quota 370 …

Non potendo sopportare anche gli “stati d’animo” del Premier,  l’auspicio non può quindi essere diverso da  quello che Monti “riprenda” fiducia e vigore nella sua azione, sebbene più volte criticata in questa sede per quelle che sono palesi contraddizioni nella fiscalità e nei tagli alla spesa pubblica. Oppure si faccia da parte e lasci la responsabilità ai cittadini di trovare soluzioni alternative prima nella rappresentanza politica, poi nel Governo del Paese.  Per maggiore chiarezza, giova ripetere:  responsabilità ai cittadini, che devono esserne ben consapevoli.

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