lunedì 25 giugno 2012

Animus pugnandi


Sir Winston Leonard Spencer Churchill era solito dire a proposito dello spirito italiano “perdono le guerre come se fossero partite di calcio e perdono le partite di calcio come se fossero guerre”. Molte sono le storielle che si raccontano ancora oggi nell’Isola riferite alla nostra totale assenza di spirito bellico, compresa quella sull’unica marcia in dotazione ai nostri carri armati …la retromarcia.

Credo che il grande statista inglese avesse ragione : noi italiani non siamo (per fortuna) un popolo bellicoso. Il nostro “spirito” durante l’ultima Grande Guerra è stato egregiamente descritto dal film “Mediterraneo” di Salvatores che vinse anche l’Oscar: la storia di un manipolo di soldati “invasori” di una isola greca che in breve tempo si integrano perfettamente con le abitudini e la vita quotidiana degli “occupati”, dismettendo le divise per i più pratici abiti locali, tanto da sollevare commenti beffardi una volta recuperati dai soldati inglesi, diventati nel frattempo alleati.  

Loro, gli inglesi, al contrario di noi, subiscono il fascino dell’ animus pugnandi : molti ancora oggi sono convinti che la guerra delle Isole Falkland ridiede allora forza al governo del primo ministro  Margaret Thatcher sollevando un’ondata di patriottismo.

Noi non siamo così, tuttavia combattiamo e nei momenti difficili ritroviamo quell’unità e quello spirito nazionale che, troppo spesso, ci dimentichiamo. Siamo anche inclini ad autocommiserarci, ad esaltare le nostre debolezze a scapito dei nostri pregi: credo sia questo (ahimè) uno dei nostri principali difetti al quale dobbiamo porre rimedio.

Poi una domenica di giugno accade che uno dei simboli delle nostre eccellenze, la Ferrari, trionfi in un gran premio di Formula Uno a dispetto di ogni previsioni, guidata da un talento nato in una nazione che ci assomiglia molto. Succede che undici italiani in mutande e maglia azzurra “strapazzino” la squadra avversaria (i "guerrieri" inglesi),  per 120 minuti e poi riescano finalmente a vincere ai calci di rigore. E si scatenano i caroselli di auto strombazzanti e festanti.  Lo spirito italiano, meraviglioso, l’unità che dimostriamo in queste situazioni auspico possano  emergere anche in altre, ben più delicate ed urgenti, della vita nostro Paese.

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