mercoledì 14 marzo 2012

Formigoni ed empatia


L’ennesima questione di (presunte) tangenti a Palazzo Lombardia e le successive dichiarazioni pubbliche del presidente Formigoni, mi avevano lasciato il dubbio sulla possibile ingenuità del nostro Formiga nella gestione amministrativa della Regione che lo ha portato a non rendersi conto delle presunte – essendo garantista ripeto presunte -  attività parallele di alcuni suoi membri dell’ufficio di presidenza. Ebbene, a giudicare dal video in calce si direbbe proprio di si…

Resto sempre stupito a fronte dei “fuori onda” soprattutto quando riguardano personaggi avvezzi alla scena politica e troppo “navigati” per non essere consapevoli che ci sono  sempre una telecamera e un microfono ..indiscreti e biricchini.  Nella seconda parte del video,  la reazione infastidita alle domande poste dal giornalista misura l’ego dell’uomo, che propone addirittura una similitudine con le conferenze stampa del Presidente US:  si vede già  alla successione del presidente Berlusconi? Di certo, non ne ha la capacità di comunicazione ed empatia!

 Ingenuità, arroganza, stress? Decidete voi….


http://video.corriere.it/battutaccia-formigoni/18a3464c-6d2a-11e1-b7b3-688dd29f4946

La visione post keynesiana


Da quanto mi scrivono gli amici de “La Crepa” sembra che il mio articolo “Il fascino di un pensiero controcorrente” pubblicato qualche giorno fa abbia destato un vivo interesse ed il desiderio da parte dei lettori di alcuni approfondimenti sulle “intriganti” teorie avanzate dalla MMT, Modern Monetary Theory. Nell’articolo citato, mi ero limitato a scrivere sulla curiosità che suscita tale dottrina  perché palesemente alternativa, se non opposta, alla politica economica del rigore e dell’austerity imposta nell’Eurozona. Quindi, nei prossimi giorni, valuteremo gli opposti, ovvero andremo più nel dettaglio di questa che è ancora sconosciuta ai più, vedendone le argomentazioni a favore e le principali obiezioni. Il tutto senza la presunzione di raggiungere una assoluta certezza (magari ce ne fossero..) ma con l’obiettivo di fornire ulteriori spunti di riflessione in modo tale che ognuno possa confezionarsi una sua propria critica opinione in merito alla validità di una o dell’altra.

Spiegare cosa è la Modern Money Theory (MMT) non cadendo nell’errore di realizzare un nuovo  manuale di economia (forse troppi ne girano…) e senza presunzioni accademiche, vedendone le argomentazioni a favore e le principali obiezioni. Questo è l’obiettivo. Per realizzarlo, credo occorra andare a ritroso nel tempo.  Secoli fa, la moneta corrispondeva al valore del metallo di cui era fatta. Monete d’oro, d’argento, di bronzo.  Era pur sempre un valore convenzionale che era garantito dall’effigie del sovrano.

Successivamente sono comparse le banconote. Queste e le monete di metalli non pregiati avevano un valore che era, sempre convenzionalmente,  garantito dalle riserve d’oro detenute  dalle banche centrali. Quindi la quantità di moneta circolante era vincolata dalle riserve auree

Facciamo un bel salto nel tempo ed arriviamo nel 1944. I “grandi capi” con gli accordi di Bretton Woods, decisero che la moneta di riferimento convertibile in oro fosse il dollaro, che diventò quindi valuta di riferimento per le altre monete.

Nel 1971 il presidente degli Stati Uniti Nixon – che non era certo famoso per il suo acume -  decise di metter fine alla convertibilità del dollaro in oro.

Da quel fatidico momento, tutte le valute del mondo hanno avuto  valore solo in virtù di una convenzione, venendo meno il rapporto tra il valore che esse avevano correlate all’oro, Quindi, l’unico avvallo del valore stampato sulla banconota rimane… una ulteriore convenzione garantita dallo Stato

Con lo sviluppo della tecnologia, negli ultimi 40 anni è diventato possibile creare e spostare moneta sotto forma di bit elettronici e non solo come “carta” in pochissimo tempo. Conseguentemente, le banche centrali potrebbero quindi creare tutta la massa monetaria che vogliono… con un semplice click in un solo istante. Serve ricordare che la Fed degli Stati Uniti, per salvare le banche finanziarie sull’orlo della bancarotta, ha emesso 16 trilioni di dollari, non sotto forma di banconote ma come impulsi elettronici. E non perché non disponesse di una adeguata logistica….

In effeti, si calcola che soltanto una infinitesima massa monetaria mondiale sia sotto forma di moneta e banconote, il resto circola attraverso sistemi elettronici, i computer. Non è cosa da poco se pensiamo che queste macchine, grazie ai loro softwares sofisticati, decidono in autonomia come, dove e quando investire e speculare: roba da Matrix!

Anche la Banca Centrale Europea di Mario Draghi, tra dicembre e febbraio ha immesso oltre mille miliardi di euro con prestiti per 3 anni all’1%, nella speranza dichiarata (ma allo stato disattesa) che le banche aiutassero così imprese e famiglie.

Viene da pensare che, bastando un pulsante per creare moneta, è quindi possibile immettere nel sistema economico tutto il denaro che vogliamo, senza preoccuparci più di nulla.. neppure di lavorare? No, naturalmente.

La massa di moneta circolante determina il rischio inflazione. Nella teoria comune, l’inflazione si ha quando vi è un aumento generalizzato dei prezzi, provocato da un eccesso di moneta circolante non corrispondente ad un pari aumento della produzione.

Bene, che cosa pensano a tal riguardo gli economisti della Modern Money Theory? Esprimono dubbi.

La MMT mette in dubbio che si crei inflazione attraverso immissioni di moneta della Banca Centrale, non solo perché i fattori produttivi (ad esempio il lavoro) sono sotto-impiegati in una fase di recessione economica,  ma anche a seguito del ruolo del sistema creditizio privato che, a seguito delle richieste di prestito,  immette moneta circolante per un valore multiplo rispetto alle riserve valutarie obbligatorie. (*)

La MMT viene spesso definita teoria post Keynesiana. Pur prendendone  le mosse, vi è una grande differenza.  Al contrario di Keynes, ovvero l’economista che con le sue ricette permise agli Stati Uniti di uscire dalla Grande Depressione e il cui insegnamento fu poi seguito da tutti i paesi occidentali dopo il 1945, quelli della MMT sostengono che sia opportuno adoperare questo sistema non solo nei momenti di recessione – ovvero quando l’economia è in crisi e si producono meno beni e servizi – ma che possa e debba essere utilizzato anche quando l’economia è in una fase di moderata espansione, ovvero con il raggiungimento costante del massimo impiego dei fattori produttivi.

Allora, come è possibile immettere moneta senza generare inflazione o, peggio ancora, stagflazione?

Come ho scritto è affascinante: geniale o folle!  Gli economisti della  MMT sostengono che uno Stato a moneta sovrana – tutti - tranne l’Europa che non è Stato o quelli che scelgono tassi di cambio fissi o non liberamente fluttuanti, può puntare sulla piena occupazione, cioè permettere a tutti  di lavorare e percepire uno stipendio, occupandosi nel pubblico, ovvero nei servizi sociali, culturali, nell’insegnamento, la ricerca, eccetera. Ovviamente, sostengono,  si tratta di un percorso di salvataggio per coloro che perdono lavoro nel settore privato, e che vengono poi rimessi nel settore via via che la fase economica migliora. La tesi,  secondo gli economisti MMT, e che  la produzione di beni e servizi derivante dalla piena occupazione riassorbirebbe il surplus monetario immesso per permettere loro di lavorare.

Sono previste però una serie di importanti strumenti collaterali, che sono la vera chiave rivoluzionaria della MMT rispetto alle convinzioni comunemente accettate. Se uno Stato a moneta sovrana può immettere teoricamente tutta la moneta che desidera generando questo surplus senza che si abbia iper-inflazione (la tesi sostenuta è che, in assenza di eventi esterni, l’inflazione si attesti attorno al 5-6% annuo, un livello che sarebbe comunque non gravoso considerati i benefici di garantire piena occupazione) allora quello stesso Stato non avrà mai problemi ad onorare il pagamento dei servizi propri dello Stato: sanità, giustizia, difesa, ordine pubblico ect. Non avrà dunque bisogno di imporre tasse per garantire questi servizi.

La MMT ha quindi disegnato un nuovo – favoloso - mondo che può vivere senza tasse? No! Troppo bello… Le tasse, secondo gli economisti MMT, servono per equilibrare il mercato della moneta attraverso un sistema di prelievo equo verso i cittadini: con esse si elimina una parte della moneta circolante nel caso ci sia il rischio di iper-inflazione. Tasse e spesa pubblica quindi non hanno più alcuna relazione con la necessità di garantire i servizi pubblici essenziali (che uno Stato a moneta sovrana potrà sempre garantire perché nulla gli impedisce di spostare il denaro dai propri conti correnti elettronici a quello delle varie amministrazioni), ma invece servono per garantire equità, meritocrazia, solidarietà in un sistema comunque non statico delle politiche monetarie.

Secondo gli economisti MMT le imposte sui consumi (come l’Iva) andrebbero drasticamente ridotte, quasi azzerate, così come le imposte sul lavoro, proprio per favorire la piena occupazione. Per drenare il denaro in eccesso ed evitare l’inflazione sarebbe il caso di colpire la proprietà immobiliare, perché difficile da nascondere e colpisce patrimoni e rendite piuttosto che lavoratori ed imprenditori.

Inoltre, la possibilità di emettere quantità di moneta teoricamente infinita per finanziare il settore pubblico non implica la necessità (come avviene ora in maniera drastica nei paesi dell’Eurozona) di chiedere il denaro necessario per queste eventualità ai sottoscrittori privati di titoli pubblici, accettando il tasso di interesse imposto dal mercato. I famosi titoli di stato.

Questo significa che il mercato dei titoli pubblici non esisterà più ? No. Più semplicemente,  il mercato dei titoli pubblici sarà una misura facoltativa e non obbligatoria. In sintesi,  lo Stato si fa garante di pagare ai risparmiatori i tassi di interesse ritenuti congrui dallo Stato stesso, come remunerazione del capitale dei risparmiatori  e sempre in un’ottica di gestione della moneta circolante al fine di garantire piena occupazione ed evitare una elevata inflazione.

Un’ altra conseguenza di questa fattispecie si configura nell’impossibilità di fallire per uno Stato a moneta sovrana,  con il cambio di valuta libero,  come rischia invece di accadere alla Grecia e ai Paesi dell’Eurozona che oggi devono garantire il loro debito pubblico in una moneta straniera perché privi di sovranità monetaria.

Riassumendo i principali temi della MMT prima di essere colti da emicranie e/o illuminazioni varie, sono quattro le tesi sostenute:

- uno Stato a moneta sovrana non può fallire, ovvero può garantire sempre il debito contratto;

- uno Stato a moneta sovrana può raggiungere la piena occupazione;

- uno Stato a moneta sovrana adopera le tasse non per finanziare la propria spesa ma per evitare squilibri sociali e per evitare eccessi inflattivi acuti;

- uno Stato a moneta sovrana non ha necessità di finanziare la propria spesa pubblica ottenendo prestiti ai tassi di interesse stabiliti dai mercati privati.



..A voi le riflessioni



(*)  “La crescita monetaria non causa inflazione”, un articolo di John T. Harvey, professore di Economia alla Texas Cristian University, pubblicato su Forbes, dove si ridescrivono in chiave attuale i concetti classici di Moneta, Velocità di circolazione della Moneta, Prezzo e Produzione, in base alla formula M*V=p*Y


martedì 13 marzo 2012

Molte domande e ..un dubbio


Un ex Presidente della Consob, Montedison e Telecom (mica roba da poco..), Guido Rossi, che mi risulti non sia un attivista no-global,  tantomeno un ingenuo, scrive sulle pagine del Sole24ore a proposito della Grecia: “Il cosiddetto salvataggio, che non elimina tuttavia le dichiarazioni di default, è stato condotto con lo scopo dichiarato di tutelare, nei limiti del possibile, i creditori ben più che i cittadini greci. Creditori che, anche attraverso la speculazione ampiamente adottata con le assicurazioni stipulate sul default greco, mediante quei singolari derivati chiamati credit default swaps, per il momento, pur nei tagli all’ammontare dei crediti, hanno goduto di una sorta di sgangherata par condicio creditorum. E questa, ai danni di una cittadinanza, in pericolo di caduta oltre che economica, di democrazia” E’ doveroso ricordare che l’ammontare dei titoli derivati, per la maggior parte scambiati nei mercati secondari, in una sorta direi illecita attività laterale, ammonta a ca. 787mila miliardi di dollari. Tale valore, difficilmente descrivibile, è di ca. 12 volte più grande del Prodotto interno lordo, Pil, di tutti i Paesi del Mondo, stimato in ca 66mila miliardi. Una bolla pazzesca, destinata prima o poi ad esplodere con effetti drammatici e globali.

Quindi, con una prospettiva più ampia, come farà l’economia reale a sorreggere una montagna di denaro virtuale? Con le attuali stime di crescita in Europa, mentre anche in Cina si inizia ad avvertire qualche segnale di rallentamento, come faranno gli Stati dell' Unione (in particolare quelli più esposti) a rispettare il nuovo Trattato di stabilità? Nel caso dell’Italia, per onorare i debiti occorrerà un avanzo primario che,  ad oggi, appare una …chimera. E allora?

E mentre le Banche dopo aver causato il disastro, drogando i mercati e portando alla perdita di ca. 30 milioni di posti di lavoro nel Mondo,  ricevono comunque un fiume di denaro free lunch, ci si chiede come mai regni un clima di sostanziale sfiducia??
Per quanto riguarda il problema del credito alle imprese ed alle famiglie, la risposta è chiara da parte delle Banche: “ l’incertezza dell’economia reale spinge ad una attenta valutazione del rischio”. Tradotto significa:  è meglio lasciare il denaro nei depositi overnight alla BCE piuttosto che concedere credito alle imprese, soprattutto alle pmi.


A questo punto un dubbio sorge spontaneo:  ma non sarà una strategia per cambiare  un sistema economico  delle micro, piccole e medie imprese  - in particolare nel nostro Paese ne rappresenta l'ossatura - per garantire l’affermazione di pochi poteri forti e concentrazioni delle multinazionali  alle quali le Banche devono tutto e delle quali  sono spesso azionisti?


Chiedete agli artigiani,  ai  piccoli imprenditori, persino ai loro dipendenti cosa pensano dello spread, dei derivati dei cds e così via. :  risponderanno sicuramente in coro “..non mi interessa, non ci  capisco niente, ..devo lavorare!” . Si, devono lavorare: ma fino a quando?

lunedì 12 marzo 2012

Fumus, periculum & Pmi


Nel diritto civile, due sono le condizioni necessarie per le quali un Giudice può accogliere un ricorso d’urgenza – ex art. 700 c.p.c. – ed emettere un provvedimento cautelare inaudita altera parte (senza ascoltare la controparte) se ritiene che ne sussistano le circostanze di fatto. La prima è il fumus boni iuris (parvenza di buon diritto), ovvero quando vi è la possibilità che il diritto vantato dalla parte ricorrente sia concreto e la pretesa non sia infondata o temeraria. La seconda è il periculum in mora (pericolo nel tempo), cioè la possibilità che nel tempo che intercorre tra il deposito del ricorso e la discussione nelle varie udienze, possano intervenire nuovi fatti che renderebbero inutile un eventuale giudizio favorevole alla parte ricorrente perché verrebbero meno i presupposti di vedere soddisfatto il proprio diritto. Come detto, siamo nell’ambito del diritto civile, l’insieme di quelle norme giuridiche che regolano i rapporti tra i privati, persone fisiche e persone giuridiche (società di capitali).
Senza ambizioni giurisprudenziali, ma solo per spirito riflessivo e rendere l’idea della gravità della situazione economica e del fattore tempo,  immaginiamo un ipotetico ricorso che veda, quale parte attrice, l’insieme delle PMI italiane ricorrere al  Giudice adito per tutelare il proprio diritto al …credito! Controparte in questo caso, poniamo sia la Finanza selvaggia, quella che con speculazioni ed invenzioni strampalate e bislacche di strumenti monetari incomprensibili è tra le principali cause, sarebbe meglio dire la scatenante, del loro dissesto. Molti giuristi a questo punto saranno svenuti o inorriditi nel leggere queste righe. Lo so, lo so : la mia è pura fantasia pseudo giuridica e sicuramente, ad un esame,  qualsiasi studente di legge sarebbe immediatamente cacciato dall’aula nell’esporre una simile fattispecie. Ma (ri)pensiamo al boni iuris delle pmi ed al periculum che rappresenta il fattore tempo per le loro possibilità di ripresa o sopravvivenza. Mentre altri discutono su credit crunch, sulla giustizia e su come saranno allocati i miliardi “regalati” dalla Bce alla banche (in sintesi un ennesimo autofinanziamento speculativo valendo  la corrispondenza Bce = Banche Sovrane = Banche private) le imprese come ben sappiamo naufragano e, con loro, gli  imprenditori, molti dei quali sono presi dall’angoscia, dalla paura per il futuro dell’impresa che hanno creato e per il destino delle loro famiglie e dei dipendenti. Molti, troppi,   decidono  poi per la più tragica ed estrema delle soluzioni.

Occorre un provvedimento d’urgenza: si organizzi un’authority che controlli davvero la destinazione di quei fondi ed i tassi applicati, oltre all’equità delle garanzie richieste.  Poi si discuterà di tutto e di più. Non è accettabile per una società civile che un essere umano decida di porre fine alla propria esistenza per 1.300 euro negati! Il Governo Monti, così attento e solerte in una direzione, quella dell’austerity, non sia pigro in questa altra. Soprattutto non sia sordo agli appelli della micro e piccola  impresa italiana e cieco di fronte all’evidenza della necessità di un provvedimento d’urgenza straordinario e cautelativo nell’interesse del sistema Paese!

venerdì 9 marzo 2012

Tops of the week


      Quando ero ragazzo, prima della nascita delle  radio private (allora si autodefinivano libere) un appuntamento fisso del venerdì pomeriggio era con la Hit Parade, la classifica dei dieci dischi più venduti della settimana.  Con un filino di nostalgia per quei tempi, proviamo a mettere insieme le top news che fotografano la settimana e per molti versi l’attuale situazione…

10° posto : oggi a Roma  la manifestazione di protesta per il contratto Fiat organizzata dalla Fiom. Riceve via twitter gli auguri di buon sciopero (?) dalla Camusso: evoluzione tecnologica del sindacato, usa l’Ipad! E’ prevista la partecipazione dei No Tav …mah!

9° posto : Strategia No Tav :  per protestare occorre arrampicarsi sui tralicci, rischiare di morire folgorato, insultare le Forze dell’Ordine, devastare una autostrada. Complimenti!

8° posto : il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi si lascia sfuggire qualche insulto alla dirigenza di una parte della maggioranza che sostiene il suo Governo. Beh, Riccardi è li proprio perché una grande parte della vecchia politica …è come lui la definisce! Mozione di sfiducia

7° posto : alle primarie per le amministrative a Palermo, il PD vede sconfitto il proprio candidato Sindaco: dove è la notizia??

6° posto : L’operazione swap dei titoli greci è riuscita (?) con una percentuale di adesione del 95%. E’il primo caso in Europa di un “semi-quasi-forse-nonhocapito”  fallimento di un Stato sovrano legato all’Euro. Il lato B della notizia attende la prossima decisione Isda sui Cds greci ….che non riguardano solo la Grecia e l’Europa, ma avrà implicazioni sui ca. 3.000 miliardi di dollari in Cds sui debiti sovrani ..nel Mondo!

5° posto : La Lega si ritrova con il morto in casa: dopo il fallimento della Banca del Nord ed il più recente  caso Tanzania, viene inquisito Davide Boni per tangenti. Da forcaiola, la Lega fa quadrato ed all’improvviso si  scopre garantista. A Roma esprimono soddisfazione per aver perso (la città) l’esclusiva  dell’appellativo  “Ladrona”

4° posto : Formigoni l’ingenuo : si ritrova  4 esponenti del Consiglio Regionale Lombardo indagati e..cade dalle nuvole! Strano, il nuovo grattacielo sede della Regione, palazzo lombardia,  ha persino l’eliporto….con elicottero! D’altronde anche l’ex boss del San Raffaele amava gli aerei da 20 Milioni di euro….oltre ad altre cosine più …terrene!

3° posto : il caso dei nostri Marò in India : la diplomazia italiana si attiva con incredibile ritardo per risolvere la delicata situazione dei nostri due soldati, nel frattempo arrestati e carcerati in India. Il Governo italiano si giustifica “Siamo tecnici e professori, non politici”

2° posto : blitz inglese fallisce il tentativo di liberare due ostaggi in Nigeria. Un nostro connazionale, Franco Lamorinara, muore e con lui un cittadino britannico. Il nostro Governo non sapeva nulla e, solamente adesso, chiede spiegazioni ( ?!) ..Sul fronte politica internazionale siamo ben considerati.

1° posto : le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese, le Imprese non ottengono credito dalle banche e sono sempre più in difficoltà, i mutui per l’acquisto della casa (quando li concedono) hanno tassi da capogiro. Ma non per tutti sono tempi di credit crunch. Un suggerimento:  rivolgetevi alla filiale BNL del Senato e troverete tassi davvero convenienti, spread irrisori:  tutto compreso costa l’ 1,57%.  E’ facile: basta essere Senatori, Onorevoli . Oppure uno degli 11.000 amici, parenti, amanti che hanno il conto corrente aperto su questa filiale da ..favola!  …Provare per credere.


Questa è la mia personalissima classifica delle news. Sono aperti i commenti  e le new entry!  ….Difficile però chiudere la settimana imitando l’urlo gioioso alla Lelio Luttazzi al termine della trasmissione radiofonica, come facevamo tutti noi ragazzini di quei tempi.  La “Hit Parade” di oggi è tutta un’altra  cosa: desolante!

giovedì 8 marzo 2012

Nella buona e nella cattiva sorte


Rileggendo i vari punti del “Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance” ho avuto l’impressione che, sempre a causa delle forti pressioni da parte dei nostri “soci” tedeschi che avevano portato a suo tempo al precedente patto di crescita e di stabilità, si stia commettendo ancora un errore. E’ questa una personalissima opinione, ma i parametri che il nuovo trattato impone agli Stati membri  presuppongono risultati di bilancio che data la situazione dell’economia reale, credo ben difficilmente si riusciranno a conseguire. In sintesi, la medicina è quella   dell’imposizione del rigore e della disciplina di bilancio quale presupposto per la soluzione della crisi. E questo comporta tutta una serie di quesiti sul merito della valenza giuridica, politica ed economica in seno agli stati membri , sull’autorità che sarà chiamata a giudicare gli eventuali  (inevitabili …) scostamenti  e su cosa accadrà al verificarsi di tale fattispecie. A me pare che, in modo quantomeno ingenuo,  in alto, qualcuno pensi che la crisi sia.. finita con le recenti iniezioni di liquidità nel sistema bancario….ma non è proprio così!  

La riflessione di oggi è tuttavia un’altra, e ci riporta agli inizi del sodalizio europeo ed allo spirito con il quale è stato realizzato.

Nei trattati internazionali,  le parti contraenti,  come nei matrimoni,  si impegnano con reciproci obblighi nella buona e cattiva sorte. Nel corso degli anni, i vari accordi europei sembrano però enfatizzare solo la buona sorte, probabilmente perché risalenti al periodo del dopoguerra, momento storico che lasciava intuire una nuova e duratura età della  sicurezza, del progresso, della fine delle divisioni:  in altre parole del benessere. La conseguenza di questa visone generale è quella che ci si è trascurati di approfondire la parte relativa alla “cattiva sorte”. Certo non possiamo incolpare gli autori dei trattati di un pensiero positivo, di una sorta di sogno collettivo dove tutto avrebbe dovuto funzionare. Del resto la “globalizzazione” non era parola d’uso comune…

Ma questa tendenza, quella di non percepire a fondo ed in maniera significativa il senso della cattiva sorte non ha indotto a prevedere in tutti questi anni regole, anche solo prudenziali, che potessero evitare la degenerazione della finanza privata, sui duplici ruoli delle banche, che da una parte raccolgono i risparmi dei privati, dall’altra agiscono come banche d’affari,  sulle bolle immobiliari ed ..altri vari disastri. L’evidenza di tutto ciò è proprio nella crisi che stiamo vivendo e, al di la delle divergenti opinioni in merito alla bontà del nuovo Trattato di stabilità, la forma mentis con la quale è stato concepito sembra – ancora - non considerare la cattiva sorte …dell’economia reale!

I solidi e profondi legami di un matrimonio si mettono alla prova nella cattiva sorte: purtroppo molti finiscono con il divorzio!

p.s. : nel seguito di un famoso film degli anni 90, Wall Street, il narratore definisce la  follia “ ripetere la stessa azione più volte aspettandosi effetti differenti” ….

mercoledì 7 marzo 2012

Lombardia e le pulizie di primavera


Per le vicende del nostro Paese, oramai da tempo sono vittima delle ironie di molti amici inglesi che con il loro humor  garbato, per la verità  a volte insopportabile ma sempre efficace, riempiono la mia casella di posta con ogni sorta di messaggi. Non sono, gli amici inglesi, ovviamente coinvolti da alcuna passione politica per l’Italia, ma esclusivamente mossi da curiosità e sana goliardia. Per questo mi presto al gioco, a mia volta “stuzzicandoli” sul loro congenito terrore di commettere gaffes, sulla loro orribile cucina e sui loro problemi interni, che non sono pochi. Sapendo poi che risiedo in Lombardia (..per loro Milano), negli ultimi tempi si sono rivolti con particolare accanimento nei confronti della classe dirigente della mia regione. Ripassando le ultime vicende lombarde… credo ne abbiano motivo.

Non si  è ancora spento il caso Penati, primo esponente dell’opposizione e candidato alla Presidenza della regione alle ultime elezioni, che scattano gli arresti per il bresciano Nicoli Cristiani, esponente del Pdl, quindi della maggioranza.  Più recentemente arriviamo a scoprire il caso Massimo Ponzoni, enfant prodige dello schieramento berlusconiano in Brianza, che aveva sbalordito tutti  per  le preferenze ricevute sempre alle ultime elezioni. L’arresto di Massimo Ponzoni, ex assessore del Presidente della Regione sembrava essere l’ultimo colpo. Vale la pena di ricordare (perchè parrebbe riguardare da vicino gli interessi del grande capo) che  Sergio Pennati , l’amministratore che curava i conti piuttosto disastrati ed ingarbugliati delle società di Massimo Ponzoni, , in una sua lettera , definita da lui stesso testamento a garanzia della propria sopravvivenza, scriveva : “La stessa Immobiliare Mais ha pagato varie volte noleggi di barche e vacanze esotiche allo stesso Ponzoni e al suo capo Formigoni”. Quindi, sembrerebbe che una società di Ponzoni , la Immobiliare Mais, secondo il suo amministratore avrebbe saldato il conto di barche e lussuose  vacanze al grande Capo. Piuttosto  imbarazzante per  il Presidente, ovviamente se si dimostrasse vero.  Formigoni ha infatti poi smentito  con decisione, addirittura in più lingue su …twitter :” Whoever wishes to delegitimize the political system of the Lombardy Region is deluding himself (Chiunque speri di delegittimare il sistema politico della Regione Lombardia sta deludendo se  stesso)”. Certamente il Presidente non può negare di amare le barche di lusso avendone peraltro posseduta una, sebbene in comproprietà : per essere uno dei  Memores Domini, ovvero gli eletti del movimento CL, che hanno fatto voto di povertà e castità, la cosa suona piuttosto strana.  Ma si sa, la vita è  breve e val pena godersela. Per la castità? ..fatti suoi!

Più recentemente, gli intrecci con il San Raffaele, centro d’eccellenza della sanità lombarda e nazionale per il livello di grande capacità e professionalità dei suoi medici, ricercatori e personale sanitario. Ma anche baricentro di una complessa organizzazione ancora piuttosto oscura di interessi, sprechi e speculazioni che l’hanno portato sull’orlo del fallimento, evitato in extremis  grazie all’intervento di un altro importante operatore privato della sanità lombarda, il Gruppo San Donato dell’imprenditore Rotelli.  Anche nel caso del San Raffaele, le intercettazioni hanno segnalato un fitta relazione  di presunti favori pubblici intercorsa tra il boss Don Verzè e ..il Presidente. Vedremo come andrà a finire.  Infine,  è di ieri la notizia di una nuova indagine della magistratura per l’ipotesi di reato  di corruzione e tangenti : l’indagato è il vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni. Trattasi in questo caso di esponente della Lega, all’opposizione nel Parlamento italiano, ma alleato in Lombardia : insomma, un gran minestrone!

Quindi, hanno forse ragione i miei amici inglesi che mi scrivono che Mr.President Formigoni dovrebbe “cinguettare” meno su twitter, magari fare meno caffè nei suoi spot Formigabar, ed occuparsi più della gestione e controllo?  Mah… di certo poche sono le alternative: o Formigoni è davvero distratto e poco vigile nei riguardi dei suoi Collaboratori, quindi incapace, oppure è a conoscenza degli “altarini” che si svolgevano (svolgono?) nel nuovo grattacielo, con tanto di eliporto,  sede della Regione.  Viceversa è solo sfortunato e circondato, purtroppo ed a sua insaputa,  da presunti biricchini mariuoli? Vedremo dove porteranno le vicende. Certamente quattro membri della Presidenza indagati su cinque..non sono un bel biglietto da visita.

In ogni caso, dato anche l’avvicinarsi della primavera, non sarebbe ora di dare una bella pulizia alla nostra amata Lombardia, come suggerisce un vecchio adagio popolare, per presentarla lucida e brillante alla bella stagione?