venerdì 12 ottobre 2012

Accendiamo la speranza


Si chiude una settimana terribile per le Istituzioni. Tra le tante comunicazioni ricevute in questi giorni, quella che rappresenta meglio il grado di degenerazione a cui stiamo assistendo è  “La seconda repubblica è peggio della prima.” Furbi, furbastri, mariuoli, faccendieri, ladri, corrotti, ipocriti, intrallazzi, mafiosi. Lo scempio sembra davvero non avere fine. Difficile pensare che tutto ciò non sia solo punta di un iceberg e cosa ci sia da aspettarsi nei prossimi giorni.

A questo punto, siamo preda di due sentimenti. Da una parte il disgusto cresce insieme allo sconforto ed alla voglia di scendere direttamente nelle piazze con il forcone. Dall’altra, la consapevolezza razionale che con i forconi magari infilzi qualcuno, ma alla resa dei conti è ben poca cosa. Occorre andare oltre, ovvero impegnarsi sempre più nel tentativo di cambiare lo stato delle cose attraverso il percorso democratico delle prossime elezioni. La politica è fatta dalle persone prima che dai partiti. Si lavori  allora nella ricerca e nella selezione di nuove figure, oneste e preparate, trasversalmente nella società civile e nel mondo della politica non ancora inquinata dal malaffare degli interessi personali a danno  di quelli collettivi. Agendo in questa direzione, certamente non facile e meno appariscente rispetto ai facili slogan inneggianti ai forconi, potremo basare la creazione della terza repubblica sui solidi pilastri dell’etica, del merito e dello spirito di sacrificio. Sicuramente, una speranza concreta per il futuro del Paese.

giovedì 11 ottobre 2012

#Fromigonidimettiti

Alfano commette un altro grave errore non chiedendo a #Formigoni di fare un passo indietro e dimettersi. Insinua seri dubbi sulla credibilità dell'offerta di #Berlusconi e pone un pesante ostacolo nel percorso di rinnovamento del #Pdl, necessario nel tentativo di concorrere alla costruzione di un grande polo liberale con gli altri soggetti e movimenti politici alternativi alla sinistra statalista....


Ecco l'errore di Alfano :

  " ..Quanto alla crisi della Regione Lombardia, credo che Formigoni debba azzerare tutto e ricominciare da capo.Occorre dare un segnale di cesura. La questione della Lombardia é particolare perché vi é un mix tra la vicenda Zambetti e il buon governo della Lombardia. Non dovremmo interrompere il percorso di una buona amministrazione. Diciamo a Formigoni andiamo avanti e non dimettiti. C’é un buon governo e contemporaneamente queste vicende, come quella di ieri, che sono gravissime".

martedì 2 ottobre 2012

Montezemolo e Italia Futura: il vero ruolo di un Leader‏

Vi spiego i veri fini del Montezemolo politico
 
02/10/2012 | Romano Perissinotto


Per Romano Perissinotto, fondatore di Italia Futura Lombardia,
il presidente di Ferrari punta a costruire
un´area popolare, riformatrice e liberale,
non a una sua leadership.

Il ruolo potenziale di Monti e quello sicuro di Casini
L´intervista del Presidente Luca Cordero di Montezemolo al Corriere della Sera chiude
definitivamente una stucchevole questione (peraltro mai sollevata dall´interessato) sulla sua
candidatura personale a Palazzo Chigi e, soprattutto, il ruolo che la sua creatura Italia Futura
dovrà esercitare nei prossimi mesi. Parole chiare, pragmatiche, colme di una sano senso pratico
che fugano ogni possibile malinteso: costruire una grande area popolare, riformatrice e
autenticamente liberale che nasca dall´incontro tra società civile e politica responsabile, che
si ponga l´obiettivo di dare consenso elettorale al percorso avviato da Monti. Apertura quindi al
dialogo con le persone che all´interno degli attuali, opposti schieramenti politici, in particolare ha
citato il Pdl ed il Pd, condividono questo progetto. Alla luce degli ultimi eventi e di alcune
critiche (poche peraltro …) che avevano suscitato alcune mie dichiarazioni volte ad allargare il
possibile consenso attraverso la condivisione dei contenuti, riconosco che le parole del
Presidente Montezemolo mi hanno fatto molto piacere.

Con un sano senso pratico, occorre evitare che l´elettorato liberale e riformista si frazioni in
rivoli di movimenti che rischiano di disperdere le energie, lasciando quindi il campo libero a una
sinistra ancora statalista e troppo avvinghiata agli umori del sindacato. Meglio avere il 40% di un
grande partito che il 100% di un piccolo movimento, che si rivelerebbe poi ininfluente a
determinare le scelte future laddove contano i numeri. Così Italia Futura potrebbe esercitare quel
ruolo propositivo e di stimolo alla crescita che ad oggi è ancora modesto nell´azione di Monti.

Poi c´è una questione europea da risolvere. Mario Monti è l´unica figura che può guidare il
Paese nel difficile percorso per la sua necessaria sopravvivenza in Europa ed essere così
determinate nella costruzione di quella visione che è la costituzione gli Stati Uniti d´Europa, unica
via di salvezza non solo per l´Italia ma per tutti i Partners europei, Germania inclusa …

I primi commenti espressi da Pier Ferdinando Casini ad Angelino Alfano alle parole di
Montezemolo, sono positivi in tal senso. Così come lo sono da parte di alcuni esponenti liberal
del Pd. In particolare, devo riconoscere a Casini il merito di aver annunciato l´avvio di un
cambiamento (e non solo nel simbolo) all´interno del suo partito.

Un plauso quindi al Presidente Montezemolo che, da leader di Italia Futura, ha saputo
andare "oltre", trascendendo le sterili questioni da quartierino della politica e i vari
ammiccamenti. Stando "sul pezzo" con il dialogo ed il confronto senza pregiudizi, mirando alla
vittoria e non alle discussioni da salotto, al populismo diffuso da alcuni (piccoli) movimenti,
possiamo pensare di proseguire sulla via del risanamento e della ripresa. E con un Monti, senatore
a vita, legittimato anche dal consenso elettorale.
 
pubblicato su  www.formiche.net

venerdì 28 settembre 2012

La nuova "religione"


E’ arrivato, finalmente è arrivato. Lo aspettavamo da settimane, smanianti ed ansiosi.  Questa notte tutti in coda, con panini e bibite, alcuni, i più previdenti,  con tendina canadese davanti alla nuova casa del culto, dipinta di bianco con un logo che ricorda il peccato originale, quella mela simbolo della tentazione…

Evviva quindi il nuovo iPhone, evviva quel fenomeno che spinge masse di persone al sacrificio di una lunga attesa, di una nottata “in bianco”, alla pazienza della sopportazione ed anche alla delusione per l’eventuale mancato acquisto perché, è noto,  le prime scorte disponibili si esauriscono in poche ore, forse minuti.

Difficile  inquadrare questo fenomeno in un contesto di crisi, di preoccupazione generale, di evidente sofferenza. Impossibile, anche se in tanti provano a farlo, capirne l’essenza,  afferrare  cosa induce alcuni (molti stando a quello che leggo .. ) ad indebitarsi per possedere l’ultimo modello di ..un telefonino.

Strano “animale” l’essere umano, ma così è! Allora, turandosi il naso, aggreghiamoci ai fedeli: accidentalmente, da alcuni giorni, il “vecchio” telefonino di mia figlia  sta dando segni di cedimento. Immagino che sia successo anche a molti suoi coetanei … impazienti di dare una mano ai consumi.
Buon weekend e ... buon shopping

giovedì 27 settembre 2012

Cantiere Italia: siamo Sudditi o Cittadini ?

Italia Futura Monza Lecco Sondrio organizza un incontro con il Sen. Nicola Rossi ed Enrico Musso che risponderanno alle domande dei giornalisti sul tema "Siamo Sudditi o Cittadini?". Intervengono Alberto Fontana, Portavoce Italia Futura Lombardia e Luca de Vecchi, Responsabile dei Giovani di Italia Futura.
 
 
 

I sondaggi di Renzi e Montezemolo

I sondaggi di Renzi e Montezemolo

 
di Arturo Diaconale
 
 
 
Ma cosa dicono i sondaggi più accreditati dopo lo tsunami delle dimissioni di Renata Polverini e l’esplosione di un caso Lazio che è in realtà il caso dell’intero sistema regionale italiano? Chi vuole trovare una via d’uscita dallo sconquasso politico di questi giorni deve necessariamente rispondere a questo interrogativo. Non perché l’unica bussola in grado di far navigare nel mare agitato della vita pubblica nazionale sia rappresentato dalle rilevazioni sulle intenzioni di voto.

Ma perché i sondaggi possono sbagliare le percentuali ma forniscono indicazioni certe sulle tendenze di fondo dell’elettorato italiano. Ed è sulle tendenze stabili e prive di oscillazioni che si può ragionare sul futuro e scegliere le mosse da compiere per reggere il mare” senza andare alla deriva. Le tendenze in questione sono poche. La prima è che il Pdl subisce il contraccolpo della vicenda laziale ed inverte il processo di progressiva risalita oltre il 20 per cento iniziato nelle settimane scorse.

La seconda è che il Pd non intercetta neppure un voto della nuova flessione del Pdl e neppure di fronte allo sbandamento del proprio principale antagonista riesce a conquistare una minima parte di consensi nell’area dei delusi del centro destra. La terza è che anche la cosiddetta area centrista, in realtà rappresentata dalla sola Udc di Pierferdinando Casini, non usufruisce in alcun modo dello sbandamento del Pdl. Delle tre indicazioni la più importante è sicuramente quella che riguarda l’area di centro. Se l’Udc fosse riuscita ad intercettare i delusi del centro destra e diventare il punto di coagulo di tutte quelle formazioni spontanee che vanno sorgendo nel paese come reazione allo stato di atarassia politica ed alle crisi di nervi del centro destra, il destino della prossima legislatura sarebbe segnato.

E si potrebbe già da ora ragione sul ritorno di un centro sinistra molto simile a quelli del passato, con un centro solido alleato con una sinistra riformista compatta. Ma l’operazione, a cui Casini aveva lavorato d’intesa con Gianfranco Fini e Beppe Pisanu, ed in cui aveva sperato di inserire come specchietto per le allodole moderate Luca Cordero di Montezemolo, è clamorosamente fallita. Fini e Pisanu si sono rivelati non un valore aggiunto ma una zavorra imbarazzante. E Montezemolo, vista la pretesa di Casini di riservare a se stesso il ruolo di leader maximo ed al Presidente della Ferrari quello della figurina Panini, ha pensato bene di rinviare a data da destinarsi il momento della sua discesa in campo.

La situazione, quindi, è bloccata. Con un Pd che non cresce, un Udc che rimane un partito che al massimo può svolgere un ruolo ancillare dei due partiti maggiori e con un Pdl che torna a perdere voti a causa della irresistibile vocazione dei suoi quadri a farsi male da soli. Quali fattori possono sbloccare questa sorta di paralisi che sembra fatta apposta per rilanciare il declinante Grillo ed aumentare l’area della protesta del non voto? La risposta è semplice: la vittoria di Matteo Renzi nelle primarie del Pd e la creazione di un rassemblement di centro destra guidato da Montezemolo su investitura di Silvio Berlusconi leader di un Pdl profondamente rinnovato.

In apparenza sembra più facile che Renzi batta Bersani nelle primarie piuttosto che Montezemolo e Berlusconi concordino il passaggio di testimone nella leadership dell’area moderata. Nella sostanza è più facile che avvenga il contrario. Perché la vecchia guardia post-comunista del Pd non si lascerà rottamare facilmente da Renzi. E perché se Montezemolo vuole sul serio impegnarsi nella vita pubblica l’unico terreno su cui si può muovere vista l’indisponibilità di Casini a rinunciare al proprio orticello è quello dell’alleanza con il Cavaliere
 
pubblicato su  www.opinione.it
 

lunedì 24 settembre 2012

Dialoghi e confronti


da Facebook con l'amico Vittorio Tozzini, IF Mondovì


 
Ciao, caro Romano
ci penso, non rinnego tutto, come ho detto, specie il momento fondativo, ma continuo a ritenere che imbarcare indistintamente tutti i naufraghi dopo le prove che han dato e che danno e, peggio ancora, salpare con loro, sarebbe un errore ed un vizio esiziale per la nostra forza. Personalmente spero che partiremo bene a novembre con fermare il declino. Occorre una cesura con il vecchio sistema. Vincere assieme e con i suoi rappresentanti non servirebbe al paese. Magari a qualcuno o molti di noi. Una vittoria di sola facciate perche' si perpetrerebbe il vecchio copione e non si farebbe l' interesse del Paese
con stima ed affetto
Vittorio


Ciao Vittorio,
lungi da me l'idea di "imbarcare indistintamente" i naufraghi in cerca d'approdo. Al contrario, sono in tanti quelli che effettivamente meritano di ..andare a casa. Ma non commettiamo l'errore di valutazioni pregiudiziali che rischiano di "frazionare" ulteriormente la proposta liberale e riformista. Le mia preoccupazione principale sta nel rischio che tanti messaggi, convegni, articoli di pregio ( che ovviamente condivido) siano recepiti e condivisi in ambiti troppo ristretti per essere poi significativi nel "momento della verita". Occorre parlare alla pancia della gente "comune", far capire che non siamo una "elite" o un movimento di "carini" che si diletta nell'interessarsi di politica, ma che nelle nostre proposte trovano risposta le istanze dei più deboli, delle pmi e dei loro lavoratori. Al contrario, non vorrei che al grido di "cancelliamo tutto"  si imbarcassero volti vecchi con maschere da nuovi, arrivando così alla resa dei conti (elezioni) con molti, forse troppi ...attori. Meglio un sereno dialogo che la preclusione a prescindere. Meglio una concreta valutazione delle convergenze in una area che, stando così le cose, rappresenta ancora una larga fetta dell'elettorato. Ovviamente, è solo la mia personalissima opinione. Concludo dicendoti che ho tanti amici che militano nel Pdl: alcuni di loro godono ancora della mia stima "politica" per la loro attività ed onestà intellettuale, altri ...solo della mia amicizia.
Con affetto
R